Non c’è più religione

scritto da MauroZani
Scritto Ieri • Pubblicato 12 ore fa • Revisionato 12 ore fa
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Una denuncia per la perdita di umanità: il sacro si dissolve quando non riconosciamo più il valore dell’altro.
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Testo: Non c’è più religione
di MauroZani

Non c’è più religione


Dicono: non c’è più religione.
Il pane sul tavolo si raffredda,
le campane suonano a vuoto
come bicchieri dimenticati
a fine festa.

Forse hanno ragione:
le preghiere ora viaggiano in silenzio,
senza inginocchiatoi né altari,
si infilano nelle tasche
tra le chiavi di casa e lo scontrino
del pane.

Ma intanto le notizie scorrono
come un rosario spezzato:
bambini ai quali rubano il tempo,
donne che aspettano invano,
vecchi che muoiono in piedi
perché non c’è più nessuno
che li faccia sedere.

Le città bruciano senza vergogna,
e chi preme il grilletto
non sente più il peso del gesto:
la coscienza è un animale stanco
che nessuno nutre più.

Fratelli che si voltano dall’altra parte,
mani che non si cercano,
cuori che si chiudono
come porte blindate.
L’arroganza fa da altare,
il denaro da profeta,
e la pietà è un dialetto antico
che quasi nessuno parla.

E allora sì, forse è vero:
non c’è più religione
se la vita dell’altro
non vale più la nostra,
se la pace è un sogno
che ci vergogniamo di fare.

Ma io ne vedo ancora tracce
nel gesto di chi cede il posto,
nel cane che aspetta il ritorno,
nel vecchio che parla ai morti
come fossero solo un po’ lontani.

In qualche luogo nascosto,
c’è una madre che protegge,
un uomo che perdona,
un ragazzo che divide il suo pane
sono ancora la prova
che qualcosa resiste.

Sono certo che resta ancora
un filo sottile che ci tiene insieme,
una fede senza nome
che vive negli occhi
quando smettiamo di fingere.

E forse è proprio lì,
in quel punto senza tempio,
che Dio, qualunque volto abbia,
si ferma a riposare.
Non c’è più religione testo di MauroZani
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